Garibaldi. Poema autobiografico David Riondino voce recitante ….Sulle tue cime di granito, io sento Di libertade l'aura, e non nel fondo Corruttor delle Reggie, o mia selvaggia Solitaria Caprera. I tuoi cespugli Sono il mio parco, e l'imponente masso Dammi stanza sicura ed inadorna, Ma non infetta da servili. I pochi Abitatori tuoi ruvidi sono, Come le roccie che ti fan corona, E come quelle alteri ed isdegnosi Di piegar il ginocchio. Il sol concento S'ode della bufera in questo asilo, Ove nè schiavo nè tiranno alberga…. Il generale Garibaldi, ferito all'Aspromonte, ebbe una lunga convalescenza, come si sa. Quello che si sa molto meno è che usò la sua immobilità per scrivere un poema. Un poema autobiografico, il cui incipit è concepito a Caprera, e che racconta le proprie gesta, dalle guerre d'America a quelle d'Europa, in endecasillabi sciolti. |