Voglio raccontarvi una specie di fiaba. Una fiaba, in qualche modo, vera. È il racconto dell'avventura di un viandante che è il sogno di un bambino che voleva fare il pellegrinaggio, e che poi, in qualche modo, è il sogno di un adulto. Io questo sogno di andare pellegrinando ce l'ho da molto tempo. Poi qualche anno fa è capitato di riflettere, alla radio, sull'Europa. (....)
Allora ho proposto di andare a Santiago a piedi. Tutti hanno detto: «sei pazzo»; però, siccome ero anche il direttore, oltre a essere pazzo, hanno dovuto starmi un po' dietro. E così abbiamo fatto i sopralluoghi, e mi sono trovato con Michele Serra e Giovanna Zucconi a Roncisvalle.
Il mio grande desiderio, però, era fare un'altra cosa simile. E tra le varie proposte, quella che mi pareva più affascinante era fare la Francigena.
Ci sono luoghi sfrontati che si mettono in mostra, amano stare ben in vista, bruciarsi alla luce del sole. Altri sono riservati, stanno nascosti, al riparo degli sguardi. Non per questo sono meno reali o l'incontrarli risulta meno fruttuoso. Anzi, a volte lo stare appartati affina i pregi e stempera i difetti. L'esposizione eccessiva agli incontri indurisce la zona di contatto, come lo sfregamento rende callosa la pelle. Lungo la Via Francigena andiamo in cerca di qualcosa di celato, come fosse un tesoro. E contiamo di trovarlo.
Sergio Valzania